Come forse avrete notato, quello che doveva essere il "lyrics of the day" ormai è diventato il testo della settimana, del mese forse, dell'estate probabilmente... Questo un po' perché quello di Imparare dal Vento è sicuramente uno dei testi che meglio rappresenta come mi sento ultimamente, e un po' perché è un periodo piuttosto piatto, statico.
Essì, perché nonostante abbia un sacco di cose da fare (forse troppe!), tanto da non avere quasi mai tempo per rilassarmi un po', mi sento fermo, immobile, come chiuso in una gabbia.
E se da un lato una parte di me vorrebbe fuggire via e realizzare almeno una parte dei miei mille progetti impossibili, l'altra parte di me, quella più razionale e realista (che è sempre lì a rompermi i cosiddetti!), è consapevole del fatto che tanto non lo farò mai... non ne avrei il coraggio... in fondo sono un codardo!
E allora vengo sopraffatto da un senso di rassegnazione, e resto lì, fermo, immobile, sospeso in un limbo di emozioni.
"You're living in a fantasy world. You're living in a fantasy world.
I'm lost at sea. Don't bother me. I've lost my way. I've lost my way..."
[RADIOHEAD - In Limbo, Kid A (2000)
]
Provo ad aprire un libro. Rileggo le stesse righe decine e decine di volte ma niente, non riesco a concentrarmi.. forse sarà colpa di quel segnalibro che tanto adoro e che mi fa inevitabilmente iniziare a fantasticare ogni volta che lo guardo... ma no, perché incolpare un pezzo di carta quando so benissimo che mi comporterei allo stesso modo anche senza?
E allora ricomincio a sognare ad occhi aperti, e a pensare ai viaggi che non farò, all'ennesimo concerto che non vedrò e ai sogni che mai realizzerò... e capisco che è inutile continuare ad illudermi.
Allora resto lì, fermo, immobile, sospeso in un limbo di emozioni.
E improvvisamente mi assale la paura di deludere.. deludere i miei amici (o almeno quei pochi che sono rimasti!), la mia famiglia, ma soprattutto deludere me stesso... e deludere te... illuderti e poi deluderti con promesse che non potrò mantenere. E non perché non non lo voglia, anzi! Se fosse per me.. beh lasciamo stare va... è solo che non dipende da me, ed è proprio questa la cosa che mi fa incazzare più di tutte...
Certo che disfattista che sono... neanche faccio iniziare una cosa che già penso ad una sua ipotetica fine! :D Sono fatto così, corro troppo con la fantasia... Vabè, il discorso si sta facendo più contorto e personale di quanto pensassi... quindi è meglio che finisca qui, prima di sclerare ulteriormente.
Visto che penso che fra un po' lo cambierò (forse), vi lascio con il testo di Imparare dal Vento, così, nel caso in cui non la conosceste, potrete farvi un'idea più chiara di quello che ho provato a dire in queste righe confuse che ho appena scritto.
A presto,
ChRiS

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare, e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.
Succede perché in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me. Succede perché fingo che va sempre tutto bene, ma non lo penso in fondo.
Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire.
Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me. Succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo, ricominciare a fluire, ricominciare a fluire, ricominciare a fluire, ricominciare a fluire.
[TIROMANCINO - Imparare Dal Vento, Illusioni Parallele (2004)
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